La rete castellare sveva

La fama di Federico II di Svevia è legata soprattutto alla costruzione dei castelli, dislocati sulla base di un razionale programma di difesa militare e di gestione territoriale, in rapporto funzionale col preesistente tracciato viario di età romana.
Sebbene in buona parte dei casi non si sia trattato di fondazioni ex novo ma di interventi di ristrutturazione di insediamenti normanni, il rigore dell'impostazione planimetrica e la forte connotazione dei repertori figurativi hanno impresso un'impronta così marcata alle strutture preesistenti da annullarle quasi completamente.
Castelli e palazzi, pur concepiti dal sovrano come segno visibile del suo "sacro" potere regale, secondo una concezione fortemente simbolica e propagandistica dell'architettura, riuscirono sempre a coniugare l'esigenza dell'apparire e la razionale funzionalità; si trattava infatti di strutture a destinazione polivalente: difensiva, residenziale, amministrativa. Di tanto è attestazione emblematica proprio Castel del Monte.

Il sistema castellare federiciano consisteva in una fitta rete di insediamenti, in cui i castra si integravano con altre tipologie strutturali, allo scopo di garantire un controllo capillare, sia militare che gestionale, dell'intero territorio: dalla linea costiera fino alle zone più interne della Provincia di Basilicata.
Nello Statutum de reparatione castrorum, prezioso documento relativo agli anni 1241- 46, risultano esistere in Puglia e Basilicata ben 111 strutture castellari, distribuite in maniera poco omogenea e non sempre connessa ad esigenze militari: significativa in tal senso la presenza in Capitanata di 23 castra e addirittura 28 domus, contro appena 13 castra e solo 3 domus in Terra di Bari, a conferma della prefe¬renza accordata dal sovrano a quella zona della Puglia, in cui amò dedicarsi ai suoi svaghi preferiti.   (M.T.)

 

 

 

castel del montecastello di baricastello di barlettacastello di gioia del collecastello di luceracastello di manfredoniacastello di trani